Con il patent box un’impresa che sviluppa software protetto da copyright, brevetti, disegni o modelli può dedurre, sui costi di ricerca e sviluppo ammissibili, una maggiorazione del 110 per cento, oltre alla deduzione ordinaria. In una società di capitali, con IRES al 24 per cento e IRAP al 3,9 per cento, il risparmio teorico è di circa 30,7 euro ogni 100 euro di costi agevolabili. Il risparmio arriva subito solo se l’impresa ha un reddito e una base IRAP da ridurre.
Chi può usarlo e su quali beni
L’opzione spetta ai titolari di reddito d’impresa, quindi società, enti commerciali e imprenditori individuali. Restano fuori i professionisti, che non producono reddito d’impresa.
I beni ammessi sono il software protetto da copyright, i brevetti industriali, i disegni e modelli giuridicamente tutelati e più beni di questi tipi collegati tra loro da un vincolo di complementarità. I marchi e il know-how sono esclusi. Il bene va usato nell’attività d’impresa.
Per il software la maggiorazione ordinaria non richiede la registrazione alla SIAE, basta la tutela del diritto d’autore. La registrazione serve per recuperare le spese degli anni precedenti, come vediamo sotto.
Contano le spese di personale, gli ammortamenti, i canoni di leasing e di locazione dei beni usati, le consulenze, i materiali e le spese per mantenere, proteggere e difendere i diritti. Le attività ammesse sono ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione tecnologica, design e tutela legale dei diritti, anche affidate a università, enti di ricerca o società non del gruppo.
Un esempio con i numeri
L’esempio è inventato. Una S.r.l. sostiene nel 2026 costi di sviluppo di un proprio software per 100.000 euro. In dichiarazione indica una variazione in diminuzione di 110.000 euro, sia per l’IRES sia per l’IRAP. Con l’IRES al 24 per cento risparmia 26.400 euro. Con l’IRAP all’aliquota ordinaria del 3,9 per cento risparmia altri 4.290 euro. Il totale teorico è 30.690 euro, assumendo che la deduzione riduca per intero entrambe le basi imponibili. L’aliquota IRAP varia un poco da Regione a Regione.
Per un’impresa individuale il calcolo è diverso. Dal 2022 le persone fisiche che esercitano attività commerciali non pagano l’IRAP, e il risparmio IRPEF dipende dallo scaglione di reddito.
Le spese degli anni precedenti
Quando le spese servono a creare un bene che ottiene un titolo di privativa, per esempio un brevetto concesso o, per il software, la registrazione alla SIAE, la maggiorazione del 110 per cento si applica anche alle spese degli anni precedenti. Il recupero si fa nel periodo d’imposta in cui arriva il titolo e copre le spese fino all’ottavo periodo d’imposta precedente. Sono escluse le spese già agevolate con il vecchio patent box. Nell’esempio, se la società avesse speso 100.000 euro l’anno nei tre anni prima della registrazione, la maggiorazione recuperata sarebbe di 330.000 euro, con un risparmio di 92.070 euro alle stesse aliquote.
Opzione e documentazione
L’opzione si esercita nella dichiarazione dei redditi, vale cinque periodi d’imposta, è irrevocabile e si può rinnovare.
La documentazione è facoltativa, ma protegge dalle sanzioni. Se l’Agenzia delle Entrate rettifica la maggiorazione e l’impresa consegna nel corso del controllo la documentazione idonea, di cui ha comunicato il possesso in dichiarazione, la sanzione per dichiarazione infedele non si applica. Il provvedimento del 15 febbraio 2022 ne fissa contenuto e modalità di predisposizione.
Il rapporto con il credito ricerca e sviluppo
Patent box e credito d’imposta per ricerca e sviluppo si possono usare sulle stesse spese, ma la base del credito si riduce. Per l’Agenzia il patent box è un’altra sovvenzione, quindi il credito si calcola sui costi al netto dell’IRES e dell’IRAP riferibili alla maggiorazione.
Nell’esempio, il solo credito ricerca e sviluppo al 10 per cento vale 10.000 euro. Il solo patent box vale 30.690 euro. Usandoli insieme, il credito si calcola su 69.310 euro e vale 6.931 euro, per un totale di 37.621 euro. Se il credito è già stato compensato su spese che poi entrano nel patent box, la parte in eccesso va restituita con F24, con lo stesso codice tributo e lo stesso anno di riferimento, senza sanzioni né interessi.
Quando non conviene
Se l’impresa è in perdita, la maggiorazione aumenta la perdita IRES da riportare agli anni successivi, ma la parte IRAP si perde, perché l’IRAP non ha riporto delle perdite. Chi ha già usato il credito ricerca e sviluppo sulle stesse spese deve comunque restituire la parte in eccesso, dal periodo in cui indica la maggiorazione in dichiarazione, anche se in quel periodo non risparmia nulla.
Con costi contenuti occorre confrontare il beneficio atteso con i costi di gestione della pratica. Con 10.000 euro di costi il risparmio è di circa 3.069 euro, e una documentazione fatta bene può costare una parte rilevante di questa somma. Senza documentazione l’agevolazione resta, ma in caso di contestazione si paga anche la sanzione.
Come possiamo aiutarti
Verifichiamo se i tuoi costi e il tuo bene rientrano nel patent box e confrontiamo il risparmio con il credito ricerca e sviluppo. Se conviene, prepariamo la documentazione idonea. Se i numeri non giustificano il lavoro, te lo diciamo. Per un primo esame contatta lo Studio Commerciale Paternò.
Studio Paternò, Pescara e Bergamo · 085 374220 · info@studiopaterno.com
Fonti
- Art. 6, commi 1, 3, 4, 5, 6, 7 e 10-bis, D.L. 21 ottobre 2021, n. 146, convertito dalla L. 17 dicembre 2021, n. 215, come modificato dalla L. 30 dicembre 2021, n. 234
- Art. 1, commi 200 e 203, L. 27 dicembre 2019, n. 160
- Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. n. 48243 del 15 febbraio 2022
- Agenzia delle Entrate, circolare n. 5/E del 24 febbraio 2023, paragrafi 4.3 e 4.5
- Agenzia delle Entrate, risposta a interpello n. 102 del 2026
