Fondo di garanzia per le PMI: come funziona e quanto copre del tuo finanziamento?

Studio PaternòAggiornato al 31 ottobre 20265 minuti di lettura

Il Fondo di garanzia per le PMI garantisce la banca che ti presta il denaro. Fino al 31 dicembre 2026 copre il 50% dei finanziamenti chiesti per liquidità e l’80% di quelli chiesti per investimenti, con un importo massimo garantito di 5 milioni di euro per impresa. Su un finanziamento di 100.000 euro per liquidità, una copertura del 50% vuol dire 50.000 euro garantiti alla banca. Il debito resta tutto tuo. Dal 1° gennaio 2027 le percentuali possono cambiare. A fine ottobre 2026 la legge fissa le regole attuali solo fino al 31 dicembre.

Che cosa garantisce il Fondo

Il Fondo è previsto dall’art. 2, comma 100, lettera a), della legge n. 662 del 1996 ed è gestito da Mediocredito Centrale. Non presta denaro. Si impegna a pagare alla banca la quota garantita se l’impresa non rimborsa. Sulla quota coperta dal Fondo la banca non può acquisire garanzie reali, come ipoteche o pegni.

La domanda non la presenti tu. La presenta la banca, oppure il confidi, sul portale del gestore. Tu fornisci bilanci o dichiarazioni dei redditi.

Chi può chiederla

Possono accedere le micro, piccole e medie imprese per finanziamenti legati all’attività d’impresa. Dal 2014 possono accedere anche i professionisti iscritti agli ordini e quelli aderenti alle associazioni professionali iscritte nell’elenco del Ministero e in possesso dell’attestazione prevista dalla legge n. 4 del 2013. Se la tua professione non ha un ordine, chiedi alla banca se la pratica è ammissibile prima di contare sulla garanzia.

Quanto copre fino al 31 dicembre 2026

Le regole in vigore sono quelle dell’art. 15-bis del D.L. 145/2023, prorogate fino al 31 dicembre 2026 dal D.L. 200/2025. La copertura in garanzia diretta è del 50% per la liquidità e dell’80% per gli investimenti.

Il Fondo valuta l’impresa con un modello che usa i dati di bilancio, quelli della Centrale dei rischi e quelli delle banche dati creditizie private, e la colloca in una di cinque fasce. La fascia 1 indica il rischio più basso. La fascia 5 è esclusa. Oggi la fascia serve a stabilire se l’impresa è ammessa, ma non cambia la copertura, che è la stessa per le fasce da 1 a 4. Per le imprese nuove il Fondo valuta il business plan e i bilanci previsionali, e le start-up innovative accedono senza valutazione del merito di credito.

Per le microimprese la garanzia è gratuita. Le altre piccole e medie imprese pagano una commissione una tantum, calcolata in percentuale sull’importo garantito secondo la dimensione dell’impresa, salvo le esenzioni previste per alcune categorie. Chiedi alla banca di indicarla a parte nell’offerta.

Garanzia diretta o tramite confidi

Con la garanzia diretta il Fondo garantisce la banca. Con la riassicurazione il Fondo garantisce il confidi, che a sua volta garantisce la banca. Per la liquidità la copertura complessiva resta al 50%, e ciascuna delle due coperture non può superare l’80%. Le operazioni di importo ridotto arrivano a 100.000 euro se passano dal confidi, contro 40.000 euro in garanzia diretta. Chiedi al confidi quanto costa il suo intervento, perché si aggiunge al costo del finanziamento.

Se non paghi

Quando l’impresa smette di pagare, la banca chiede al Fondo di versarle la quota garantita. Il Fondo paga la banca e acquista un proprio diritto a recuperare da te quanto ha pagato. Per legge questo credito del Fondo è privilegiato e si recupera con iscrizione a ruolo, come i crediti pubblici. Il tuo debito resta. Cambia chi te lo chiede, e il Fondo ha strumenti di recupero più forti di una banca. Finché il Fondo non è stato rimborsato, l’impresa non può ottenere nuove garanzie.

Cosa cambia dal 2027

Senza una nuova proroga, il regime attuale finisce il 31 dicembre 2026. Il testo in vigore dell’art. 15-bis fissa proprio questa data. Dal 2027 le percentuali di copertura possono cambiare, anche in base alla fascia di rischio. Le nuove regole possono arrivare con la legge di bilancio 2027, con il decreto di proroga dei termini di fine anno o con un decreto del Ministero delle imprese, e vanno lette quando saranno adottate.

Se la banca deve ancora deliberare il tuo finanziamento, chiedi in che fascia ti colloca il modello del Fondo e quale regola applicherà alle garanzie deliberate dal 1° gennaio 2027.

Quando puoi fare da solo

Se sei una microimpresa e la banca ti propone il finanziamento con la garanzia, la pratica la gestisce la banca e non ti serve un consulente. Nel contratto controlla la percentuale garantita, la commissione e le eventuali garanzie personali chieste in più.

Come possiamo aiutarti

Possiamo stimare dai tuoi bilanci la fascia di valutazione prima che la banca presenti la domanda e confrontare un’offerta in garanzia diretta con una tramite confidi. Se il Fondo ha già pagato la banca e ti arriva la richiesta di rimborso, valutiamo con te come rispondere.

Studio Paternò, Pescara e Bergamo · 085 374220 · info@studiopaterno.com

Fonti

  • Art. 2, comma 100, lettera a), L. 23 dicembre 1996, n. 662.
  • Art. 15-bis D.L. 18 ottobre 2023, n. 145, convertito dalla L. 15 dicembre 2023, n. 191, come modificato dall’art. 1, comma 450, L. 30 dicembre 2024, n. 207.
  • Art. 14, comma 1, D.L. 31 dicembre 2025, n. 200, convertito dalla L. 27 febbraio 2026, n. 26.
  • D.M. 27 dicembre 2013, art. 7, G.U. n. 56 dell’8 marzo 2014, S.O. n. 18, accesso dei professionisti.
  • Art. 8-bis, comma 3, D.L. 24 gennaio 2015, n. 3, convertito dalla L. 24 marzo 2015, n. 33.
  • Mediocredito Centrale, Circolare n. 20 del 31 dicembre 2024.
  • Mediocredito Centrale, comunicazione del gestore del Fondo di garanzia del 18 giugno 2026.
  • Fondo di garanzia per le PMI, Disposizioni operative, Parte IX, Modelli di valutazione del merito di credito.

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