Se nel 2026 hai venduto criptovalute guadagnando, sulla plusvalenza paghi un’imposta sostitutiva del 33 per cento. Non c’è più la soglia di 2.000 euro sotto la quale non si pagava nulla: dal 2025 è tassato ogni euro di guadagno. La plusvalenza si indica nella dichiarazione dei redditi che presenti nel 2027, nella sezione del quadro RT del modello Redditi Persone fisiche dedicata alle cripto-attività. Di regola l’imposta la versi tu con il modello F24, perché quasi sempre nessun intermediario la trattiene al posto tuo.
Da dove viene la regola
Dal 2023 le cripto-attività hanno una disciplina propria nel testo unico delle imposte sui redditi. L’articolo 67, comma 1, lettera c-sexies, considera reddito le plusvalenze e gli altri proventi realizzati con il rimborso, la cessione a titolo oneroso, la permuta o la detenzione di cripto-attività. L’articolo 68, comma 9-bis, dice come si calcola la plusvalenza: corrispettivo incassato meno costo di acquisto.
La legge di bilancio 2025 ha cambiato due cose. Ha tolto la franchigia di 2.000 euro a partire dal 2025 e ha portato l’aliquota dal 26 al 33 per cento per i redditi realizzati dal 1° gennaio 2026. La legge di bilancio 2026 ha lasciato il 33 per cento come aliquota ordinaria e ha previsto il 26 per cento solo per i token di moneta elettronica denominati in euro che rispettano i requisiti della norma, un caso particolare che trattiamo in un altro articolo.
Conta il momento in cui vendi, non la data in cui hai comprato. Una cripto comprata nel 2021 e venduta a marzo 2026 sconta il 33 per cento.
Quando nasce il guadagno tassato
Il guadagno nasce quando converti le cripto in euro o in un’altra valuta, quando le usi per pagare beni o servizi, quando le scambi con cripto-attività che hanno caratteristiche e funzioni diverse. Lo scambio tra cripto con eguali caratteristiche e funzioni non è fiscalmente rilevante per espressa previsione della norma. Spostare le cripto da un tuo portafoglio a un altro tuo portafoglio non è una vendita.
Finché tieni le cripto senza venderle, sul guadagno non paghi l’imposta sostitutiva. Restano però gli obblighi del quadro RW e l’imposta sul valore, di cui parliamo a parte.
Come si calcola
Esempio inventato. Nel 2025 compri cripto per 20.000 euro. Nel 2026 le vendi tutte per 30.000 euro. La plusvalenza è 10.000 euro e l’imposta dovuta è 3.300 euro, cioè il 33 per cento di 10.000. Se la stessa vendita fosse avvenuta nel 2025, l’imposta sarebbe stata 2.600 euro.
Il costo di acquisto lo devi poter dimostrare con elementi certi e precisi: estratti dell’exchange, ricevute dei bonifici, conferme d’ordine. Se non lo dimostri, la legge considera il costo pari a zero. Nell’esempio l’imposta passerebbe da 3.300 a 9.900 euro, cioè il 33 per cento dell’intero incasso. Scarica e conserva ogni anno lo storico completo delle operazioni, anche da exchange che poi chiudono o che smetti di usare.
Se hai comprato la stessa cripto in più volte a prezzi diversi e ne vendi solo una parte, va stabilito quale costo attribuire alle unità vendute. L’Agenzia delle Entrate, nella circolare 30/E del 2023, indica il metodo LIFO: si considerano vendute per prime le unità acquistate più di recente. Non è una scelta libera, e lo storico delle operazioni deve permettere di ricostruirlo.
Le perdite
Le minusvalenze sulle cripto si compensano con le plusvalenze sulle cripto. Se nel 2025 hai chiuso in perdita per 4.000 euro e l’hai indicata nella dichiarazione di quell’anno, nel 2026 la plusvalenza imponibile dell’esempio scende a 6.000 euro e l’imposta a 1.980 euro. La perdita non usata si riporta negli anni successivi, non oltre il quarto. Non si compensa con le plusvalenze su azioni, obbligazioni o fondi. La legge permette il riporto solo se la perdita è indicata nella dichiarazione dell’anno in cui l’hai subita, quindi dichiarala anche se quell’anno non hai imposta da pagare.
Dove si dichiara e come si paga
Il regime normale è quello dichiarativo. Calcoli tu plusvalenze e minusvalenze, le indichi nella sezione del quadro RT dedicata alle cripto-attività e versi l’imposta con F24. Se usi il 730, controlla nelle istruzioni del modello 2027 il quadro in cui vanno le plusvalenze sulle cripto.
Esiste anche il regime amministrato, in cui un intermediario italiano calcola e trattiene l’imposta come fa la banca per le azioni. Per le cripto è raro e la maggior parte degli exchange non lo offre. Se il tuo intermediario lo applica, chiedigli il rendiconto e verifica con lui cosa resta da indicare in dichiarazione.
Se hai poche operazioni e uno storico chiaro, puoi compilare la dichiarazione da solo. Ti serve un aiuto quando hai molte operazioni su più exchange, scambi frequenti tra cripto diverse o storici incompleti.
Cosa cambia dal 2027
Dal 1° gennaio 2027 si applica il nuovo testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117, e cambia la numerazione degli articoli. Per le vendite fatte nel 2026 si applicano le regole descritte sopra. Se la legge di bilancio per il 2027 modificherà le aliquote, aggiorneremo questo articolo.
Come possiamo aiutarti
Ricostruiamo il costo fiscale dagli storici degli exchange, calcoliamo plusvalenze e minusvalenze e compiliamo la dichiarazione con il relativo F24. Se le tue operazioni sono poche e documentate, ti diciamo con chiarezza che puoi farcela da solo.
Studio Paternò, Pescara e Bergamo · 085 374220 · info@studiopaterno.com
Fonti
- D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 67, comma 1, lettera c-sexies), e art. 68, comma 9-bis, introdotti dalla L. 29 dicembre 2022, n. 197
- L. 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, comma 24 (aliquota del 33 per cento dal 2026) e comma 25 (abolizione della franchigia di 2.000 euro)
- L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 28 (aliquota del 26 per cento per i token di moneta elettronica in euro)
- Agenzia delle Entrate, circolare n. 30/E del 27 ottobre 2023
- Risposta del Ministero dell’Economia e delle Finanze all’interrogazione n. 5-03772 del 26 marzo 2025 (pagamenti con cripto)
- D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117, testo unico delle imposte sui redditi, applicabile dal 1° gennaio 2027
