Se sei un professionista con reddito determinato in modo analitico, puoi dedurre per intero le spese di iscrizione a master, corsi di formazione o di aggiornamento, convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e soggiorno, fino a 10.000 euro l’anno. Per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento e sostegno all’avvio di un’attività in proprio c’è un secondo tetto di 5.000 euro l’anno. La regola è nell’articolo 54-septies, comma 3, del TUIR, introdotto dal D.Lgs. 192/2024 e applicato dal periodo d’imposta 2024. Se sei in regime forfettario, queste spese non riducono le tue imposte.
Che cosa entra nei 10.000 euro
Nel tetto entrano la quota di iscrizione e le spese per raggiungere il corso e restarci: treno, aereo, albergo, pasti. Il limite è unico per tutte queste voci. Conta l’anno in cui paghi, perché il reddito di lavoro autonomo segue il criterio di cassa.
La legge fissa un limite annuo e non prevede il riporto agli anni successivi. La parte che supera 10.000 euro va quindi considerata non deducibile. Qualcuno sostiene che albergo e pasti oltre il tetto si possano dedurre con la regola generale delle spese alberghiere e di ristorazione, al 75 per cento ed entro il 2 per cento dei compensi. La norma non lo prevede in modo espresso, per cui non conviene contarci.
Un secondo dubbio riguarda albergo e pasti dentro il tetto. La norma parla di deduzione integrale, ma le istruzioni della dichiarazione degli anni passati chiedevano di indicare vitto e alloggio al 75 per cento anche quando erano legati a un convegno. Prima di compilare il quadro RE controlla le istruzioni dell’anno.
Come devi pagare
Dal 2025 le spese di vitto, alloggio e trasporto con taxi o noleggio con conducente sostenute in Italia sono deducibili solo se le paghi con bonifico, carta o altri sistemi tracciabili. L’obbligo nasce con la legge di bilancio 2025 e oggi la regola è nel comma 6-bis dell’articolo 54-septies, scritto dal D.L. 84/2025. Treni, aerei e autobus di linea non rientrano nell’obbligo. La norma riguarda queste spese in generale e non esclude quelle legate a un corso. Un pasto in Italia pagato in contanti rischia quindi di non essere deducibile. Per un convegno all’estero il vincolo non si applica, perché la norma parla di spese sostenute nel territorio dello Stato.
Le spese vicine alla formazione
Il costo del computer o del tablet che usi anche per motivi personali si deduce al 50 per cento. Il telefono, le altre apparecchiature di comunicazione e le relative spese d’uso si deducono all’80 per cento. Queste regole sono nell’articolo 54-quinquies del TUIR e valgono anche se usi quei beni per seguire corsi online. Non entrano nel tetto di 10.000 euro, che riguarda iscrizioni, viaggio e soggiorno.
Un esempio con i numeri
Esempio inventato. Un professionista spende nel 2026 12.000 euro: 9.000 euro di iscrizione a un master, 1.000 euro di treni e 2.000 euro di albergo e pasti, tutto pagato con carta. La deduzione si ferma a 10.000 euro e 2.000 euro restano fuori. Anche applicando il 75 per cento ad albergo e pasti la spesa rilevante è 11.500 euro, sopra il tetto, e il risultato non cambia.
Dal 2026 le aliquote IRPEF sono 23 per cento fino a 28.000 euro, 33 per cento da 28.000 a 50.000 euro e 43 per cento oltre. Se il reddito passa da 50.000 a 40.000 euro, l’IRPEF lorda scende di 3.300 euro. Se passa da 70.000 a 60.000 euro, scende di 4.300 euro. A questo risparmio si aggiungono le addizionali regionale e comunale. I 2.000 euro sopra il tetto non fanno risparmiare nulla. Se il master costa più di 10.000 euro e il contratto con l’ente prevede il pagamento a rate, una rata pagata a dicembre e una a gennaio cadono in due anni diversi, perché il tetto è annuo e conta la data del pagamento.
Se sei forfettario
Nel regime forfettario il reddito si calcola applicando ai compensi incassati il coefficiente di redditività del tuo codice attività. Dal reddito così ottenuto si deducono solo i contributi previdenziali obbligatori. Master e convegni sono già compresi, in modo forfettario, nella quota che il coefficiente esclude. Pagare un corso non riduce l’imposta sostitutiva.
Cosa cambia dal 2027
Dal 1° gennaio 2027 si applica il nuovo testo unico delle imposte sui redditi, D.Lgs. 117/2026, che riprende le regole del TUIR con una nuova numerazione degli articoli. Prima di compilare la dichiarazione del 2027 controlla il nuovo riferimento.
Come possiamo aiutarti
Se hai in programma un master o una serie di convegni, possiamo controllare con te quali spese entrano nel tetto e in quale anno conviene pagarle. Possiamo aiutarti a distinguere le spese ammissibili, conservare i documenti corretti e applicare il limite annuo senza errori.
Studio Paternò, Pescara e Bergamo · 085 374220 · info@studiopaterno.com
Fonti
- D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 54-quinquies, commi 3 e 4, e art. 54-septies, commi 1, 3 e 6-bis.
- D.Lgs. 13 dicembre 2024, n. 192, artt. 5 e 6.
- L. 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, commi 81-83.
- D.L. 17 giugno 2025, n. 84, conv. L. 30 luglio 2025, n. 108.
- L. 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, comma 64.
- L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 3.
- D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117, applicabile dal 1° gennaio 2027.
- Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 69/E del 22 luglio 2019.
