Prima di firmare servono quattro controlli: quanta imposta pagherai ogni anno, cosa dice la Piattaforma cessione crediti dell’Agenzia delle Entrate su quelle rate, se la documentazione dei lavori è completa e chi ti vende il credito. La differenza tra valore nominale e prezzo è soltanto il margine lordo potenziale: devi considerare imposte, costi, tempi di utilizzo e rischio di contestazioni. Il rischio è pagare oggi un credito che domani non riesci a usare o che ti viene contestato.
Il credito si usa solo nell’anno della sua rata
Il credito acquistato si usa solo in compensazione nel modello F24, con le rate annuali della detrazione originaria. La quota di un anno non usata entro il 31 dicembre è persa: non passa all’anno dopo e non si chiede a rimborso (art. 121, comma 3, D.L. 34/2020). Il numero di rate dipende dal tipo di agevolazione e dall’anno della spesa: va verificato per ogni singola rata.
Un esempio con numeri inventati. Compri a 85.000 euro una rata da 100.000 euro di valore nominale utilizzabile in un certo anno. Se in quell’anno paghi in F24 almeno 100.000 euro tra IVA, ritenute, imposte e contributi, il guadagno lordo è 15.000 euro. Se paghi solo 60.000 euro, usi 60.000 euro di credito e perdi il resto: hai speso 85.000 euro per recuperarne 60.000, con una perdita di 25.000 euro.
Per questo il primo controllo riguarda i tuoi conti. Stima con prudenza i versamenti F24 dell’anno di ogni rata, al netto degli altri crediti che già compensi. Se hai debiti iscritti a ruolo o atti di recupero scaduti oltre le soglie di legge, la compensazione può essere bloccata: soglie, condizioni ed eccezioni vanno controllate prima di presentare l’F24.
Dopo l’acquisto di regola non puoi rivendere
Dopo la prima cessione il credito può passare solo a banche, intermediari finanziari iscritti all’albo, società di gruppi bancari e imprese di assicurazione, per un massimo di tre ulteriori cessioni (art. 121, comma 1). Un’impresa che non è una banca è quindi di solito l’ultimo anello e non ha un mercato a cui rivendere. La possibilità di acquistare dipende dalla posizione nella catena delle cessioni e dalla qualifica del cedente e del cessionario: la verifica va fatta sulla singola operazione. I crediti inoltre, dopo la prima comunicazione dell’opzione, non possono essere ceduti in parte (comma 1-quater).
La Piattaforma mostra le rate del cedente, l’anno, l’importo e se sono ancora cedibili. Chiedi di vederle prima di firmare. Dal 17 febbraio 2023 sconto e cessione non sono più ammessi per i nuovi interventi, salvo le eccezioni dell’art. 2 D.L. 11/2023, quindi i crediti in vendita oggi nascono di regola da lavori di qualche anno fa.
La responsabilità solidale e la documentazione
Se il credito risulta non spettante, l’Agenzia lo recupera dal beneficiario della detrazione. Il cessionario risponde in solido quando ha concorso nella violazione con dolo o colpa grave (comma 6). Per l’Agenzia c’è colpa grave quando la diligenza richiesta è omessa in modo macroscopico, per esempio se compri senza documentazione o con documenti palesemente contraddittori (circolare 33/E/2022).
Il comma 6-bis esclude il concorso, salvo il dolo, se dimostri di possedere questi documenti: titolo edilizio, notifica preliminare all’ASL, visura catastale ante operam o storica, fatture e prova dei pagamenti, asseverazioni con ricevuta di deposito, delibera e riparto per le parti comuni dei condomìni, documentazione ecobonus o sismabonus quando serve, visto di conformità, attestazione antiriciclaggio della controparte e contratto di appalto. Se un documento manca, la responsabilità non è automatica: puoi provare la tua diligenza con ogni mezzo e l’Agenzia deve provare dolo o colpa grave, ma la tua difesa è più debole (comma 6-quater). Se compri da una banca o da una società quotata, o da società dei loro gruppi, basta l’attestazione del cedente di possedere la documentazione (comma 6-ter).
Poi c’è il piano penale. In un’indagine su crediti ritenuti inesistenti il giudice può sequestrare i crediti nel cassetto fiscale di chi li ha comprati, e secondo la Cassazione la buona fede dell’acquirente non esclude il sequestro preventivo. Finché il sequestro dura, quelle rate non si usano. La documentazione del comma 6-bis ti difende sul piano tributario, ma da sola non ti mette al riparo da un sequestro. L’Agenzia può inoltre sospendere fino a trenta giorni le comunicazioni di cessione con profili di rischio (art. 122-bis).
Quando conviene non comprare
Non comprare se non sei sicuro di avere, in ogni anno delle rate, versamenti F24 almeno pari al credito. Non comprare se il venditore non ti fa vedere le rate in Piattaforma o non consegna la documentazione prima del pagamento. Non comprare se il cedente è in difficoltà finanziaria o in liquidazione senza una valutazione legale sul rischio di revocatoria. Diffida di uno sconto molto più alto di quello di mercato, perché di solito il prezzo basso riflette un rischio che qualcuno conosce meglio di te.
Il contratto dovrebbe collegare il pagamento all’accettazione delle rate in Piattaforma e prevedere la garanzia del cedente su esistenza delle rate, assenza di sequestri e contestazioni, e la restituzione del prezzo se il credito viene recuperato nei tuoi confronti. Prima di confrontare le offerte fai calcolare come si tassa la differenza tra prezzo pagato e valore nominale, perché il guadagno che conta è quello netto.
Come possiamo aiutarti
Possiamo verificare la documentazione per ogni rata e codice fiscale, stimare la tua capienza anno per anno e redigere il contratto. Se il credito è piccolo, la controparte è nota e i documenti sono completi, la verifica può farla il tuo consulente di fiducia con la lista del comma 6-bis. Contatta lo Studio Commerciale Paternò.
Studio Paternò, Pescara e Bergamo · 085 374220 · info@studiopaterno.com
Fonti
- Art. 121, commi 1, 1-quater, 3, 6, 6-bis, 6-ter e 6-quater, D.L. 19 maggio 2020, n. 34, conv. L. 17 luglio 2020, n. 77
- Art. 122-bis D.L. 19 maggio 2020, n. 34
- Art. 1 D.L. 25 febbraio 2022, n. 13 (divieto di cessioni parziali)
- Artt. 1 e 2 D.L. 16 febbraio 2023, n. 11, conv. L. 11 aprile 2023, n. 38
- Agenzia delle Entrate, circolare 6 ottobre 2022, n. 33/E
- Agenzia delle Entrate, circolare 7 settembre 2023, n. 27/E
- Corte di cassazione, sezione penale, sentenza n. 6532 depositata il 17 febbraio 2026
