Il concordato preventivo biennale si perde in tre modi. Con la cessazione smette di valere dall’anno in cui si verifica l’evento e torni alla tassazione ordinaria. Con la decadenza perde effetto per entrambi gli anni e paghi comunque le imposte sul reddito concordato, se è più alto di quello effettivo. Con l’inefficacia, prevista per le adesioni dal 2026-2027, l’adesione non produce effetti fin dall’inizio, perché mancava un requisito. Gli errori che vediamo più spesso sono un avviso bonario pagato tardi, un’operazione sulla società decisa senza guardare il concordato e una violazione non lieve.
L’avviso bonario pagato tardi
Se il controllo automatico della dichiarazione trova imposte non versate, l’Agenzia delle Entrate manda una comunicazione. Per non decadere devi pagare tutto entro sessanta giorni dal ricevimento. Secondo l’Agenzia, ai fini del concordato non vale la rateazione prevista per gli avvisi bonari, quindi il pagamento deve essere integrale. Se ti accorgi prima di un versamento mancato, regolarizza subito con il ravvedimento operoso, così la comunicazione non arriva. Confronta ogni anno gli F24 con la dichiarazione.
Le operazioni sulla società
Fusione, scissione e conferimento dell’azienda o di un suo ramo fanno cessare il concordato dall’anno dell’operazione. Il conferimento di denaro o di partecipazioni non lo fa cessare, perché la legge considera solo i conferimenti di azienda o di ramo d’azienda. Nelle società di persone e negli studi associati lo fa cessare anche l’ingresso di nuovi soci o associati, salvo il subentro di eredi. Per chi ha rinnovato l’adesione per il 2026-2027 l’ingresso non conta se il nuovo socio, nell’anno precedente, aveva redditi di lavoro dipendente o assimilati, oppure redditi d’impresa o di lavoro autonomo fino a 35.000 euro.
Fanno cessare il concordato anche il passaggio al regime forfettario, ricavi o compensi oltre 7.746.853 euro e una modifica dell’attività che la porta fuori dal suo ISA. Il professionista perde il concordato se l’associazione o la società tra professionisti di cui fa parte non aderisce per gli stessi anni. Dal 2026-2027 la regola vale solo se professionista e studio applicano lo stesso ISA.
Prima dell’atto, quindi, controlla l’effetto sul concordato. Se l’operazione cade nel primo anno, è una causa di esclusione e il concordato non vale per nessuno dei due anni.
Le violazioni che fanno decadere
Si decade se un accertamento, sugli anni del concordato o su quello precedente, trova ricavi o compensi non dichiarati, o costi inesistenti o indeducibili, per più del 30 per cento dei ricavi o compensi dichiarati. In un esempio inventato, con 400.000 euro di ricavi dichiarati la soglia è 120.000 euro.
Si decade anche per violazioni di non lieve entità commesse negli anni del concordato, come i reati tributari o la dichiarazione non presentata.
Poi ci sono i dati sbagliati. Per le adesioni dal 2026-2027, se correggi tu un errore con la dichiarazione integrativa prima che arrivi un atto di liquidazione o di accertamento, il reddito concordato viene ricalcolato e le sanzioni si chiudono con il ravvedimento operoso. Per gli errori nei dati ISA che riducono il reddito concordato di oltre il 30 per cento il ravvedimento salva il concordato solo se nessun controllo è già iniziato. Se è l’ufficio a trovare errori nei dati dell’anno precedente, si decade solo se il reddito ricalcolato supera di almeno il 30 per cento quello concordato. Con 80.000 euro concordati la soglia è 104.000 euro.
Per chi ha aderito ai bienni precedenti valgono le regole di allora, più severe. Per esempio una dichiarazione integrativa che cambia il reddito o un requisito venuto meno durante il biennio possono ancora far decadere.
I requisiti che mancavano
Per le adesioni dal 2026-2027, se al momento dell’adesione mancava un requisito, per esempio per debiti fiscali e contributivi definitivi oltre 5.000 euro non pagati né rateizzati, o se c’era una causa di esclusione, l’adesione è priva di effetti fin dall’inizio. Prima questi casi portavano alla decadenza. Tieni comunque i debiti sotto controllo prima di aderire.
Quanto costa la decadenza
Restano dovute le imposte sul reddito concordato, se è più alto di quello effettivo. Se il reddito effettivo è più alto, paghi su quello. Decadere non è quindi mai un modo per pagare meno.
Esempio inventato. Reddito concordato 80.000 euro l’anno, reddito effettivo 95.000. Con il concordato i 15.000 euro in più non pagano imposte sui redditi. Con la decadenza li paghi. Con un’aliquota marginale del 43 per cento, senza addizionali, sono 6.450 euro l’anno, 12.900 euro nei due anni.
Chi ha rinnovato e ha usato il ravvedimento speciale sugli anni passati, con la decadenza perde anche la protezione dagli accertamenti su quegli anni.
Dal 1° gennaio 2027 le regole del concordato si applicano dal testo unico adempimenti e accertamento.
Come possiamo aiutarti
Controlliamo prima dell’atto se un’operazione sulla società fa cessare il concordato e verifichiamo i requisiti dell’adesione. Se arriva un verbale o un invito, valutiamo se la soglia del 30 per cento è davvero superata. Per un avviso bonario il conto lo fai da solo con gli F24.
Studio Paternò, Pescara e Bergamo · 085 374220 · info@studiopaterno.com
Fonti
- D.Lgs. 12 febbraio 2024, n. 13, artt. 10, 11, 19, 21 e 22
- D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81, G.U. n. 134 del 12 giugno 2025, art. 9 (art. 21, comma 1, lett. b-quinquies e b-sexies), art. 10 (interpretazione autentica sui conferimenti) e art. 15 (art. 22, comma 1, lett. e), sessanta giorni dalla comunicazione ex art. 36-bis, comma 3, D.P.R. 600/1973)
- D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148, S.O. n. 30/L alla G.U. n. 185 dell’11 agosto 2026, artt. 28 e 29
- D.Lgs. 5 agosto 2026, n. 141, S.O. n. 28 alla G.U. n. 181 del 6 agosto 2026
- D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36-bis
- Agenzia delle Entrate, circolare n. 9/E del 24 giugno 2025, par. 1.11
- Agenzia delle Entrate, circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026
