Concordato preventivo biennale: come si calcola l’imposta sostitutiva sul maggior reddito e quando conviene pagarla?

Studio PaternòAggiornato al 31 ottobre 20265 minuti di lettura

Se hai aderito al concordato preventivo biennale, sulla parte di reddito concordato che supera il reddito dichiarato nell’anno prima del biennio puoi pagare un’imposta sostitutiva al posto dell’IRPEF o dell’IRES e delle addizionali. L’aliquota dipende dal punteggio ISA dell’anno prima del biennio. È il 10 per cento con punteggio pari o superiore a 8, il 12 per cento da 6 a meno di 8, il 15 per cento sotto 6. È una scelta, non un obbligo. Sul confronto delle aliquote conviene quasi sempre, ma il conto va fatto sulla tua situazione complessiva.

Come si trova la base

Per il biennio 2026-2027 il punto di partenza è il reddito d’impresa o di lavoro autonomo dichiarato per il 2025, con le rettifiche previste dal decreto sul concordato. Per chi rinnova il confronto si fa con il reddito effettivo dichiarato nell’anno prima del nuovo biennio.

La base dell’imposta sostitutiva è la differenza tra il reddito concordato del singolo anno e il reddito dell’anno prima, rettificato. Se la proposta è più bassa di quel reddito, la differenza non c’è e l’imposta sostitutiva non si applica.

C’è un tetto. Dalle adesioni per il biennio 2025-2026, le aliquote del 10, 12 e 15 per cento valgono fino a 85.000 euro di differenza. Sulla parte oltre 85.000 euro si applica l’aliquota IRPEF più alta, oggi il 43 per cento, se sei una persona fisica, e l’aliquota IRES del 24 per cento se sei una società di capitali.

Un esempio con numeri inventati

Un’impresa individuale ha dichiarato 50.000 euro per il 2025. Il reddito concordato per il 2026 è 60.000 euro. La differenza è 10.000 euro. Per semplicità ipotizziamo che i 10.000 euro sopra i 50.000 siano tassati all’aliquota IRPEF del 43 per cento, senza addizionali e contributi.

Con punteggio ISA 8 l’imposta sostitutiva è 1.000 euro. Con IRPEF ordinaria sarebbero 4.300 euro. Il risparmio è di 3.300 euro. Con punteggio ISA 6 l’imposta sostitutiva è 1.200 euro e il risparmio scende a 3.100 euro. Due punti di ISA valgono 200 euro.

Se il reddito effettivo del 2026 arriva a 80.000 euro, le imposte sui redditi si pagano comunque su 60.000 euro. I 20.000 euro in più non pagano IRPEF. Senza concordato, sulla parte sopra 50.000 euro avrebbe pagato 12.900 euro. Con concordato e imposta sostitutiva paga 1.000 euro con ISA 8 o 1.200 euro con ISA 6. Con concordato ma senza imposta sostitutiva pagherebbe 4.300 euro. Resta il caso opposto. Se il reddito effettivo resta a 50.000 euro, l’imposta sostitutiva si paga lo stesso, perché si calcola sul reddito concordato.

Quando non conviene

Sul confronto delle sole aliquote l’imposta sostitutiva costa di regola meno dell’IRPEF o dell’IRES. Il conto può cambiare in due situazioni. Qui non c’è una regola scritta, è una nostra valutazione da verificare caso per caso.

La prima riguarda le detrazioni. Le detrazioni d’imposta, per esempio le rate dei bonus edilizi, si sottraggono dall’IRPEF lorda. La parte di reddito tassata con l’imposta sostitutiva esce dalla base dell’IRPEF. Se l’IRPEF che resta non basta più ad assorbire le detrazioni, la parte che non trova capienza si perde.

La seconda riguarda le perdite. Chi ha perdite riportabili ampie può avere poca IRPEF da pagare anche sul reddito concordato. In quel caso controlla prima come le perdite si combinano con l’opzione, perché l’imposta sostitutiva potrebbe costare più di quanto fa risparmiare.

Versamento, IRAP e acconti

L’imposta sostitutiva si versa con il modello F24 entro il termine del saldo delle imposte sui redditi dell’anno a cui si riferisce. Per il 2026 si paga quindi nel 2027.

L’IRAP resta fuori. Il valore della produzione concordato, se l’IRAP è dovuta, si tassa con l’aliquota ordinaria.

Sugli acconti, chi aderisce per la prima volta e usa il metodo storico versa una maggiorazione con la seconda rata o con la rata unica. È il 10 per cento della differenza tra reddito concordato e reddito dell’anno prima, e il 3 per cento della differenza per l’IRAP. Riguarda solo il primo anno. Chi ha rinnovato il concordato dopo il biennio 2024-2025 non la deve.

Se sei socio di una società di persone

Nelle società di persone e negli studi associati aderisce la società e il reddito concordato si imputa ai soci in base alla quota. Prima della dichiarazione chiedi chi esercita l’opzione e chi versa l’imposta sostitutiva, e controlla che ogni socio abbia pagato la sua parte.

Come possiamo aiutarti

Possiamo rifare il calcolo con i tuoi numeri, controllare il reddito dell’anno prima rettificato e dirti se, con le tue detrazioni e le tue perdite, l’opzione conviene. Se la situazione è semplice, il prospetto del software di dichiarazione basta e il conto lo puoi fare da solo.

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Fonti

  • D.Lgs. 12 febbraio 2024, n. 13, artt. 15, 16, 20, comma 3-bis, e 20-bis
  • D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81, G.U. n. 134 del 12 giugno 2025, art. 8, commi 1 e 2 (art. 20-bis, comma 1-bis, D.Lgs. 13/2024: limite di 85.000 euro e aliquote degli artt. 11, comma 1, lett. c), e 77 del TUIR, dalle adesioni per il biennio 2025-2026)
  • D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148, S.O. n. 30/L alla G.U. n. 185 dell’11 agosto 2026, art. 28 (maggiorazione degli acconti non dovuta da chi rinnova)
  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), artt. 11 e 77
  • Agenzia delle Entrate, circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026

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