Resto al Sud 2.0 finanzia chi ha tra 18 anni compiuti e 35 anni non ancora compiuti, si trova in una delle condizioni personali e lavorative previste e avvia una nuova attività in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. Le domande sono esaminate in ordine di arrivo finché ci sono fondi, quindi prima di partire controlla sul sito di Invitalia che lo sportello sia ancora aperto. Le regole su date e requisiti vanno controllate prima di aprire la partita IVA, perché un errore lì fa cadere la domanda prima dell’esame del progetto.
Da dove nasce e chi lo gestisce
La misura è prevista dall’articolo 18 del decreto legge 60 del 2024. Le regole operative sono nel decreto del Ministero del lavoro dell’11 luglio 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 agosto 2025. La gestisce Invitalia. Lo sportello è stato aperto il 15 ottobre 2025, senza una scadenza fissa e senza graduatorie.
Chi può chiederlo
Oltre all’età serve una condizione lavorativa. È ammesso chi è inattivo, cioè non lavora, non ha una partita IVA attiva e non ha ruoli in società attive iscritte al Registro delle imprese. È ammesso chi è inoccupato, anche con un reddito annuo da lavoro sotto 8.000 euro da dipendente o parasubordinato o sotto 4.800 euro da autonomo. È ammesso il disoccupato che ha rilasciato la dichiarazione di immediata disponibilità, anche se ha un reddito così basso che l’imposta lorda è coperta dalle detrazioni. Sono ammessi infine i disoccupati iscritti al programma GOL e chi è in condizione di marginalità o vulnerabilità sociale.
Si può partire come lavoratore autonomo, libero professionista, impresa individuale, snc, sas, srl, cooperativa o società tra professionisti. In società possono entrare soci senza requisiti, se i giovani con i requisiti hanno il 50 per cento più un euro delle quote e la maggioranza dell’organo amministrativo, dall’avvio e per i tre anni successivi alla conclusione del progetto. Sono escluse le attività di produzione primaria in agricoltura, pesca e acquacoltura. La trasformazione dei loro prodotti invece è ammessa.
Quanto si ottiene
Le strade sono due, in alternativa. Il voucher copre le spese fino a 40.000 euro, che salgono a 50.000 se almeno il 20 per cento delle spese riguarda beni o servizi innovativi, digitali o per la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico. Paga macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica, software, beni immateriali e consulenze tecnico specialistiche prestate da enti del Terzo settore. Le opere edili non rientrano.
Per progetti più grandi c’è il contributo a fondo perduto. Vale il 75 per cento per programmi fino a 120.000 euro e il 70 per cento per programmi tra 120.000 e 200.000 euro, quindi al massimo 140.000 euro. Qui rientrano anche le opere edili di ristrutturazione e manutenzione straordinaria, fino alla metà delle spese ammesse.
Facciamo un esempio inventato. Una giovane vuole aprire un punto vendita in franchising in un centro commerciale e prevede 100.000 euro di spese ammissibili, cioè 60.000 di arredi e attrezzature, 30.000 di lavori e 10.000 di software. Con il contributo al 75 per cento riceve fino a 75.000 euro e deve trovare gli altri 25.000. I lavori pesano il 30 per cento, sotto il limite della metà.
L’acquisto di immobili, gli affitti, il leasing, le materie prime, il personale, le utenze, i beni usati, le consulenze legali e fiscali e quelle per preparare la domanda non sono finanziabili. Il diritto d’ingresso del franchising non compare tra le spese indicate da Invitalia, quindi prima di contarlo nel piano conviene chiederlo a Invitalia. L’aiuto rientra nel regime europeo de minimis, quindi va controllato insieme agli altri aiuti ricevuti.
Gli errori che fanno respingere la domanda
Il primo errore riguarda le date. L’attività va avviata nel mese della domanda o in quello precedente e alla data della domanda deve essere ancora inattiva, senza movimenti oltre alle piccole spese di costituzione. Per una domanda presentata a fine ottobre, l’avvio non può essere anteriore al 1 settembre. Chi apre la partita IVA tre mesi prima, o compra già gli arredi, perde il requisito.
Il secondo riguarda la persona. Chi è ancora socio o amministratore di una società attiva non è inattivo. Chi nei sei mesi precedenti la domanda è stato titolare o socio di un’attività con lo stesso codice ATECO fino alla terza cifra è escluso, anche se quell’attività è cessata.
Il terzo riguarda la domanda. Domanda e allegati vanno compilati in ogni parte, altrimenti la domanda decade. Dopo un rigetto se ne può presentare una nuova, ma si riparte dal nuovo ordine di arrivo e i requisiti sono verificati alla nuova data, salvo la data di avvio, che resta legata alla prima domanda.
Il quarto riguarda il progetto. Invitalia valuta competenze dei proponenti e coerenza delle spese. Un impianto fotovoltaico è ammesso solo se serve all’efficienza energetica dell’attività. Un piano fatto solo di fotovoltaico, senza altre spese legate all’attività principale, porta al rigetto.
Cosa succede dopo
Serve un titolo sul locale, per esempio una locazione o un comodato registrato, che lo renda disponibile per almeno 4 anni con il voucher e 5 anni con il contributo, dalla firma del provvedimento di concessione. Un contratto più breve va sistemato prima. Per tre anni dalla data dell’ultimo titolo di spesa ammesso l’attività non può essere spostata fuori dalle regioni ammesse, chiusa o data in affitto, e i beni agevolati non possono essere venduti o destinati ad altro. Altrimenti il contributo viene revocato, in tutto o in parte, e va restituito.
Se gran parte dei costi è fatta di merce, canoni e personale, il contributo copre poco. Se non sei sicuro di restare almeno tre anni, il rischio di restituzione pesa più del vantaggio.
Come possiamo aiutarti
Possiamo verificare prima dell’apertura della partita IVA se hai i requisiti e se le date sono giuste, e preparare con te il piano d’impresa. La domanda si presenta online dall’area personale di Invitalia e, per un progetto semplice con il voucher, puoi compilarla anche da solo. Se vuoi un controllo prima di inviarla, contatta lo Studio Commerciale Paternò.
Studio Paternò, Pescara e Bergamo · 085 374220 · info@studiopaterno.com
Fonti
- Art. 18 D.L. 7 maggio 2024, n. 60, convertito dalla L. 4 luglio 2024, n. 95
- Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 11 luglio 2025, “Criteri e modalità attuative degli esoneri introdotti dagli articoli 17 e 18 del decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60” (Autoimpiego e Resto al SUD), G.U. Serie Generale n. 193 del 21 agosto 2025
- Invitalia, Resto al Sud 2.0, pagine “Cos’è”, “Cosa si può fare”, “Agevolazioni”, “Spese ammissibili”, consultate il 31 ottobre 2026
- Invitalia, Resto al Sud 2.0, FAQ su requisiti, presentazione, cosa si può fare, tutoraggio e attuazione, consultate il 31 ottobre 2026
